12-06-2020

ESSERE LEADER IN TEMPI DIFFICILI

Episodio 1

Quando vai in aereo, tutte le volte, ti spiegano le procedure di emergenza e quando si arriva alla maschera di ossigeno, l’hostess dice “prima indossate la maschera di ossigeno e poi aiutate gli altri”.

 

“Oxygen Mask First” è un libro scritto da Kevin N. Lawrence che ho amato molto e che parte da questa metafora per spiegare una forte dicotomia della leadership: è emozionante, un’esperienza immensa e arricchente ma che, dall’altro lato, consuma e richiede una costante dose di focus ed energia.

 

Nella leadership noi testiamo i nostri limiti, facciamo i conti con le nostre ombre, godiamo di vittorie che ci fanno sentire come in cima all’Everest, costruiamo relazioni e alla fine del gioco, in un modo o nell’altro, abbiamo lasciato il mondo in modo diverso da come lo abbiamo trovato.

 

In pochi però parlano del “lato oscuro della leadership”, quei momenti nei quali ti domandi se ce la farai a reggere tutto ed arrivare sano e salvo alla fine (ogni tanto anche solo della giornata che stai vivendo); a volte la pressione è così forte che ti domandi perché mai hai deciso di fare questa vita.

In questi attimi, inizi a dubitare delle tue capacità, della tua forza, della tua stessa passione.

E’ normale, capita a tutti e non credere a chi ti dice che in qualche modo potrai eliminarli del tutto; sono un meccanismo regolatore del nostro sistema nervoso e servono per compensare i picchi di adrenalina o stress ma quello che puoi fare è lavorare sulla tua energia e presenza per farsì che siano meno e con minore intensità.

Probabilmente pensi che non hai letteralmente tempo per prenderti la giusta cura di te, per dedicarti ad attività che ti piacciono e che fai per te, solo per te.

Come leader pensi che a te questi momenti non sono concessi perché hai troppe responsabilità, troppe cose da fare, troppo business da creare. Questa è, come la chiama Lawrence, la sindrome del martirio della leadership.

Ma è impossibile portare la propria azienda oltre l’ordinario e guidare le persone se non si è nel proprio miglior stato. Pensa all’aereo: se sapessi che il pilota dell’aereo sul quale stai salendo non vuole volare o è stanco, poco concentrato, in che stato saliresti sull’aereo? sempre che tu decida di salire.

 

Quelle volte nelle quali ti sembra di non farcela, quando ti senti in colpa perché sei scattato con un collaboratore o hai gridato con un dipendente, quei momenti quei quali ti domandi se vuoi continuare a fare questa vita, ricordati che non stai mettendo in discussione la tua leadership e non sei meno leader per questo; devi solo accettare il fatto che il tuo “Io interiore”, ti sta dicendo che hai bisogno di metterti la maschera di ossigeno e respirare.

In un certo senso, come leader, devi darti il permesso di mettere te stesso al primo posto per essere realmente affidabile e di contributo per gli altri. Pensa a quelle volte che hai detto ad un tuo collaboratore “vai a casa” o “prendi un giorno di riposo” dopo un periodo di eccessivo stress o un picco di lavoro o solo perché hai visto che ne aveva bisogno: cosa ti blocca dal fare lo stesso per te?

La leadership autentica si basa sulla fiducia e la fiducia si crea anche attraverso l’esempio (chi ha figli sa che dare il buon esempio vale 1.000 volte il ripetere le stesse cose).

Pronti al decollo.