11-07-2020

FORSE ABBIAMO USATO LA PARTE SBAGLIATA DEL CERVELLO NELLA LEADERSHIP

Ti è mai capitato di rispondere ad un collaboratore o un socio in modo da farlo sentire non ascoltato e compreso anche se la tua intenzione era diversa?

Magari ti è capitato di dare subito soluzioni "pratiche" quando invece l'altra persona aveva bisogno solo di un ascolto di cuore o di uno sfogo oppure ti è capitato di rafforzare la tua attenzione a scadenze, budget, obiettivi, attività da portare a termine quando invece c'era bisogno di comprensione?

 

Capita a molti di noi e soprattutto in periodi di crisi, è facile mettere il pilota automatico della nostra parte razionale.

Negli ultimi decenni, si è data tanta (troppa) importanza al nostro pensiero analitico e razionale lasciando in secondo piano tutte le componenti umane del nostro essere e la variabile umana del fare impresa.

 

La realtà è che come leaders noi dobbiamo gestire attività che comprendono entrambe le aree e che hanno ugual importanza al fine di raggiungere gli obiettivi aziendali: dobbiamo prendere decisioni finanziarie ad esempio ma anche permettere al team di dare il proprio contributo e tenerlo ingaggiato a quello che vogliano creare, dobbiamo prendere rischi basati su delle intuizioni.

 

Per gestire queste attività in modo utile ed efficace è necessario accedere a quel set di intelligenze che vanno oltre la sola parte razionale.

Il nostro cervello razionale (destro) infatti tende a ripetere schemi, a cercare connessioni che confermano quello che già conosce, è orientato al pensiero sequenziale; tutti elementi che spesso servono a poco per gestire la complessità dell'essere umano e dinamiche di business mutevoli....o addirittura una pandemia!

 

Purtroppo o secondo me per fortuna, l'essere umano è emozionale, complesso e sfaccettato e quindi avere a che fare con le persone richiede l'accesso a competenze e risorse diverse.

Pensa quante volte qualche negoziazione o rapporto di lavoro è saltato per questioni umane o relazionali. Funzioniamo così: più emozionali che razionali.

 

 

Il grande contributo della leadership consapevole è quello di armonizzare le nostre diverse intelligenze affinchè possiamo gestire la complessità delle relazioni umane e noi stessi.

 

Per fare questo, i due passaggi sono:

- allineamento verticale e cioè imparare a connetterci con le nostre risorse consce e inconsce; andare ad esplorare le nostre intelligenze multiple (razionale, emotiva, somatica ed estetica) che permettono anche il fiorire della nostra consapevolezza, creatività e capacità di innovazione andando così a liberarci dagli schemi ricorrenti della mente razionale;

- allineamento orizzontale e quindi aprire alle relazioni con l'esterno senza bisogno di omologarle, inserirle negli schemi della nostra mente razionale o tentare di controllarle ma con l'intenzione di permettere loro di dare il contributo che vogliamo.

 

Attività quali creare una Vision, definire una Mission, capire i valori aziendali, motivare e allineare il team, sviluppare innovazione sono tutte di pertinenza delle intelligenze multiple e non della sola mente razionale.

 

Immagina che la mente razionale sia un computer con dei software pre-impostati e con uno scadente collegamento alla rete che permette un limitato aggiornamento mentre le nostre intelligenze multiple come una potentissimo e vasto database costantemente collegato alla rete e al cloud e quindi pieno di creatività e innovazione.

Inutile chiedere quale preferiresti usare nel fare impresa ogni giorno.

La parte bella della storia è che siamo tutti equipaggiati di serie con entrambi, la questione è solo attivarli e metterli in connessione perchè ci portino ad esprimere il nostro potenziale.

 

Non è fantastico?

 

Senza entrare nello storico del perchè ci siamo dimenticati che siamo molto di più della nostra mente razionale, adesso possiamo scegliere di entrare nel mondo del business più completi, integri ed equipaggiati.

 

La leadership è essere non solo fare o tentare di fare. Quando sei in allineamento verticale ed orizzontale, la leadership inevitabilmente fiorisce.

Questa è la leadership consapevole.