03-12-2020

QUANDO VORRESTI POTERTI DIMETTERE DALLA TUA AZIENDA

e alla fine resti sempre.....

In molti abbiamo quell'amico o amica che a cena ci racconta quanto sia difficile stare nella sua azienda, di come la crescita lì dentro sembri impossibile, di quanto sia insoddisfatto/a, troppo carico/a di cose da fare....e fino qui ci siamo, capiamo e proviamo, in parte o in toto, le stesse emozioni....ma poi la conversazione vira su frasi del tipo "alla prima occasione me ne vado" o "appena passa Covid mi metto sul mercato".

 

Ecco qui....Fine dell'empatia.

 

Noi imprenditori questa opzione non ce l'abbiamo. Noi le dimissioni non le possiamo dare, noi non le vogliamo dare veramente perchè abbiamo l'azienda che scorre nelle vene e perchè forse lo vivremmo come un fallimento personale.

 

Quando un manager se ne va, è sempre colpa dell'azienda; quando un imprenditore decide di lasciare, è un suo fallimento personale.

Bhè bella differenza, no?

 

C'è chi ci descrive guerrieri, chi pazzi, chi coraggiosi, chi predestinati, chi visionari comunque tu ti voglia definire e ti senta, il desiderio di avere quell'opzione del "me vado da qualche altra parte" lo conosci o avrai modo di sperimentarlo nella tua vita imprenditoriale. E' normale, capita a molti forse a tutti.

 

Come possiamo vivere questi momenti?

 

La leadership dell'imprenditore è decisamente diversa da quella di un manager per una serie di ragioni e quella di non avere la scritta "uscita" che lampeggia ammiccante sopra la porta è, a mio avviso, una delle principali.

 

Da ex-manager mi ricordo che ad ogni momento di tensione o di frustrazione, si affacciava il pensiero: mi rimetto sul mercato, basta vado da qualche altra parte che sarà meglio.

Avere la possibilità di rimettersi in gioco, di iniziare una nuova sfida libero vincente (eh sì perchè quando uno va via, la sensazione è sempre che lui abbia vinto al super enalotto), non avere strascichi quando te ne vai, la possibilità di far saltare il banco quando si vuole sono elementi che hanno un impatto enorme sul coinvolgimento emotivo e sulla salute mentale.

 

Noi non siamo la nostra azienda (leggi anche tu non sei la tua azienda) ma comunque un forte senso di responsabilità su come vanno le cose ce lo abbiamo sempre e comunque.

Quindi l'idea di lasciare la nave ci fa sentire dei vigliacchi Schettino che davanti allo scoglio, lasciano schiantare la nave e scappano prima di mettere tutti in salvo.

 

Proprio stamattina in una coaching un imprenditore mi ha detto "ci sono giorni che vorrei andare a lavorare per qualcun altro" e io gli ho chiesto "cosa ti tiene lì?"

 

E' la risposta a questa domanda che fa la differenza ed è importante ripetersi più volte questa domanda e far emergere la risposta.

 

Cosa fare quindi quando ci capita di provare il desiderio di "voler dare le dimissioni da noi stessi"?

 

1) Guarda la tua sensazione dritta negli occhi e semplicemente accettala. E' umana, capita a tutti e tutti noi vorremmo avere il pulsante "pausa" (leggi anche ercolino sempre in piedi)

2) Cerca di capire se dipende da un momento di stress o stanchezza fisica ed emotiva ed in tal caso prenditi cura di te e stacca un attimo; nessun capitano stanco e svuotato ha mai guidato bene la sua nave;

3) Verifica se ti sei sganciato dal motivo che ti ha portato a fare impresa; se ti sei dimenticato perchè hai iniziato a fare impresa rispondi alla domanda "cosa mi tiene qui?"

4) Cerca di capire che cosa puoi aggiungere in azienda e nella tua vita per sentire un maggior supporto pratico ed emotivo.

 

 

Quando siamo nei nostri mastermind e in ogni momento di gruppo che abbiamo coi leaders, quello che ci dicono sempre è che sapere che gli altri provano le stesse cose ti fa sentire meno solo, meno sbagliato e più supportato.

 

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Ogni momento di dubbio o di indecisione può diventare un passaggio importante per rafforzare la tua scelta di fare quello che fai e di riagganciarti alla tua passione.

Dipende solo da come lo vivi e come lo usi.

 

E' una pura follia non tenere in considerazione la variabile umana ed emotiva nel fare impresa. 

 

Ecco perchè credo fortemente che la leadership dell'imprenditore sia divera da quella di un manager e che necessiti di un supporto e un percorso diversi; se è vero che a livello del "fare" può essere simile, quando andiamo a livello dell''essere tutto è diverso.

 

 

 

 L'impossibilità di licenziarsi è solo uno degli aspetti che rende diversa la leadership di noi imprenditori:

  • La passione che scorre nelle vene per quello che facciamo perché è nostro, lo abbiamo creato, lo abbiamo nutrito è una parte di noi spesso non si applica ai manager che si trovano a gestire la cosa di altri e che, nel caso delle grandi aziende, questo “altri” è un’entità che in fondo non esiste pienamente perché molto distante o molto frammentata come nelle aziende ad azionariato diffuso;
  • “chi se ne frega, tiro i remi in barca” frase che ogni tanto prende i manager frustrati per noi non esiste; quando siamo nelle difficoltà per noi si accende la miccia del fare ancora di più e non quella del lasciare andare la barca. In queste situazioni, i manager devono lavorare sulla motivazione, noi sulla resilienza e sulla cura;
  • Le persone che ruotano intorno all’azienda e i tuoi dipendenti nella maggior parte delle volte sono lì per te; ci hai messo la faccia, la reputazione e senti la responsabilità per quelle persone e per le loro famiglie. Per molti di noi, il team è un pezzo della famiglia;
  • La copresenza di leaders per chi è in cambio generazionale che sono un esercizio estremo di equilibrio (personale e aziendale) tra continuità e ricerca della propria identità come leader;
  • La mancanza di altri ruoli di leadership all’interno dell’azienda aumentano a dismisura sia il carico emotivo che la responsabilità individuale e ci fanno avvertire la famigerata “solitudine dell’imprenditore”

 

#Authenticleader nasce proprio per dare un supporto concreto agli imprenditori affinchè possano accedere al loro potenziale come imprenditori e come leader e affinchè possano accedere pienamente alla tematica della leadership, in un modo studiato ad hoc per le PMI italiane.

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