13-01-2021

QUELLO CHE POCHI DICONO SUGLI IMPRENDITORI

non siamo solo fatica e coraggio

Cosa fa di un imprenditore, un imprenditore?

La risposta più immediata sembrerebbe quella di avere un'azienda; basta avere un'azienda, in toto o in parte per essere imprenditore ma non è così. 

Quello dell'imprenditore è un atteggimento mentale, uno stato dell'essere che porta a prendere decisioni e fare cose che, per chi guarda da fuori, sono inimmaginabili o folli.

Essere imprenditore è una vocazione, è un fuoco che ti brucia dentro e che ti porta a voler realizzare qualcosa, a prenderti dei rischi, a guardare avanti nel futuro, a superare delle difficoltà enormi e a prenderti a cuore quello e chi c'è nella tua azienda.

Essere imprenditore è una faccenda di cuore e non solo di testa. Per qualsiasi ragione tu lo stia facendo, lì ci stai mettendo la vita.

Troppo spesso la figura dell'imprenditore viene invece vista come avida e solo attenta al profitto ma, come dico sempre, o sono molto fortunata io ad incontrare gente diversa o la realtà è che non è affatto così; quello che scorre nelle vene del nostro Paese sono realmente amore e passione.

Non tutti? Vero.

Tanti? Assolutamente sì

Come imprenditori, il più grande errore che possiamo compiere è di dimenticarci di questa componente emotiva e di non tenere acceso il fuoco che ci rende sopportabile, le fatiche che inevitabilmente incontriamo.

In questo periodo sto incontrando tanti giovani imprenditori che hanno fondato le loro aziende per inseguire un sogno, per dare un messaggio, per rendere il mondo un luogo migliore.

Nelle nostre dirette di "Spunti di Innovazione" (Arianna Pozzi), una giovane imprenditrice di 17 anni ci ha ricordato che il sogno è tutto, che una direzione la devi avere sempre per non perdere la rotta o farti piegare dalle difficoltà.

Forse è più facile ricordarselo a 17 anni che a 40 ma dimenticarlo ha un prezzo troppo alto sia a livello personale che aziendale.

 

Non sono i round di raccolta o la genialità delle loro idee a darci stimolo ma la passione che c'è dietro queste persone, il sogno, il voler portare qualcosa nel mondo attraverso il fare impresa. Il sentire scorrere nel corpo.

 

Non bisogna necessariamente parlare di sostenibilità, ecologia, intelligenza artificiale o nuove tecnologie per ispirare.

L'ispirazione la diamo nel momento in cui riusciamo a far trasparire la nostra passione, il nostro sogno e tutta l'energia che mettiamo nell'essere imprenditore.

 

Gli imprenditori sono dei "predestinati", persone che sono nate per lasciare il mondo diverso da come lo hanno trovato.

 

Lo penso fortemente e questo si realizza solo quando non ci dimentichiamo o non mettiamo nel cassetto la nostra parte umana, di cuore.

L'ispirazione la diamo nel momento in cui riusciamo ad essere integri con i nostri valori e il contributo che vogliamo dare.

Le persone e le risorse le portiamo a bordo grazie alla nostra capacità di ispirare.

 

Siamo coraggiosi quindi? Ma non come dei folli che si buttano nel mare in tempesta ma come persone che in modo autentico e consapevole portano avanti i loro sogni anche in mezzo alle difficoltà.

Dobbiamo quindi diventare tutti dei Gandhi sognatori, affamati solo di passione e soddisfazione?

 

No! Perchè essere imprenditore vuol dire anche avere ambizione, volere che le cose succedano.

Vogliamo vedere crescita e  risultati, vogliamo numeri e sviluppo.

 

La questione è che una non esclude l'altra e anzi, l'essenza più profonda dell'imprenditore è proprio quella di avere un equilibrio tra queste due parti (ego&soul come le chiamiamo in Authenticleader): contributo e profitto.

 

Ieri in una coaching con un imprenditore che in 10 anni ha creato una importante realtà internazionale abbiamo parlato dell'ambizione e lui mi ha detto: "non bisogna dire di avere ambizione altrimenti pensano che fai tutto solo per profitto o il tuo tornaconto personale".

 

Caspita è davvero così? Se è vero, non credo che il problema sia l'ambizione che, come ho detto all'imprenditore in coaching è sacrosanta e va mantenuta perchè è il motore che fa realizzare il sogno, quanto piuttosto riportare fuori e rimettere sul piatto anche la parte di passione e di contributo.

 

Cosa vuoi portare nel mondo attraverso il tuo fare impresa? Quale è il sogno? Quale la tua passione che ti guida?

 

Se la parte di passione scatena il fare impresa, è l'ambizione che la fa vivere e prosperare quindi ci devono essere entrambe.

 

Il nuovo paradigma di fare business è quello di supportare le persone mantenendo standard di profitto. Ego&soul.

 

Non siamo fatti solo di resilienza e coraggio ma anche e soprattutto di passione, sogni e amore per quello che facciamo.

 

Ora più che mai vale la pena ricordarselo e magari iniziare a parlane un pò di più.

 

#Authenticleader