Gli imprenditori parlano con fatica di benessere psicologico, ma occorre abbattere gli stereotipi e diffondere una cultura della consapevolezza.
Ad ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute della Mentale, istituita da World Federation of Mental Health, per diffondere la consapevolezza sulla salute mentale, e in questo mese vogliamo parlarvi della salute degli imprenditori, di cui si parla poco, a causa di molti tabù.
Gli imprenditori sono una categoria particolarmente a rischio che spesso hanno timore di esternare i propri limiti e di esporsi su questa tematica per vergogna e pregiudizi. Ci sono diversi studi e ricerche che hanno infatti dimostrato che un’ampia percentuale di imprenditori fa esperienza più o una volta nella vita di forti momenti di stress emotivo e psicologico. Secondo lo studio “Going It Alone: the mental health and well-being of Canada’s Entrepreneurs”, il 28% degli imprenditori ha dichiarato di aver vissuto situazioni in cui si è sentito stressato. Altri problemi emersi legati al “benessere mentale” includono sentimenti di incertezza e/o inadeguatezza (51%), umore depresso (50%) e sbalzi d’umore (39%).
Quali sono i fattori di rischio?
Nella cultura imprenditoriale italiana c’è un forte senso di responsabilità nei confronti delle proprie risorse che genera spesso un sovraccarico emotivo. È giusto prendersi cura delle persone, ma non si può spostare sempre il bilancino della responsabilità, della felicità e della soddisfazione del team sugli imprenditori, perché questa è la strada maestra per andare verso il burnout e rischiare di mettere a repentaglio la propria salute mentale. Si hanno sempre alte aspettative, si vuole veramente fare bene e trovare sempre soluzioni, quindi diventa complesso accettare piccoli fallimenti, ingiustizie o che le cose non siano andate come si sperava o si aveva pianificato.
La sfida dell’imprenditore
Il primo passo è essere consapevoli della questione e permettersi di provare a iniziare a parlarne. Oggi è difficile ammettere di essere vulnerabili, provare disagio, stanchezza e voglia di mollare tutto. Questo atteggiamento è il risultato di una cultura iperperfomante, da supereroi, dove non ci si può permettere alcuna debolezza.
Capita spesso che di fronte a momenti di affaticamento e difficoltà il leader si chiude in se stesso per non esporsi con il team e mettere in luce le proprie fragilità. In alcuni casi il team diventa quasi un fastidio, il catalizzatore di tutti i problemi dell’azienda, colpevolizzando con frasi come: “quello non fa quello”, “non capiscono”, “non riesco a trovare le persone”, spostando così sugli altri il problema anziché lavorare se stessi.
Ci sono quindi momenti bui in cui si pensa di non farcela, momenti nei quali si crede di essere sbagliato. Fare gli imprenditori è una grande sfida e richiede un alto livello umano, perché più spessore umano c’è dentro, meno è probabile che si vada in burnout. Sappiamo che essere un imprenditore è come stare sulle montagne russe, a volte si è su altre volte giù, c’è sicuramente un prezzo da pagare, è quindi importante comprendere che ogni giorno bisogna mettersi in discussione e investire su se stessi.
La consapevolezza, uno strumento per superare gli ostacoli
Spesso si ha la falsa illusione di farcela da soli ma tale condizione può condurre a aggravarsi nel tempo, nel tentativo di nascondersi. La salute mentale non è soltanto stare bene, essere felici sempre, ma è riuscire a sviluppare dentro se stessi quelle risorse che permettono di affrontare le tempeste e le complessità con il giusto grado di fatica. Gli imprenditori sono la categoria che meno investe su di sé, preferiscono investire sul team, sul capire l’azienda, senza comprendere realmente quali sono le dinamiche che li bloccano.
Quali pratiche occorre quindi adottare per il proprio benessere?
Permettersi dei momenti di stacco autentico, avere chiare le proprie risorse e accedervi con regolarità in modo preventivo prima che la soglia di allarme sia troppo alta. Perché il rischio più alto è proprio per gli altoperformanti che sentono tardi che la corda sta per spezzarsi.


